venerdì, 06 novembre 2009


Il pequeño tenta di distruggere la casa con 2 amichetti, uno più scapestrato dell’altro.


Urlano, si spingono, si rotolano a  terra, fanno le barriere con le sedie, i cuscini e le coperte…


E poi urlano e si spingono e giocano alla guerra.


Cose così, giochi innocenti, qualcuno li definisce giochi da maschi; io giochi violenti, non mi piacciono.

 


Nel bel mezzo di questa simpatica pantomima:

 

Amichetto 1: Oh, ce le hai le pistole?

 

Pequeño: Non se lo fila e continua a picchiare l’altro

 

Amichetto 1: Oh, ho detto se ce le hai le pistole?

 

Pequeño: Continua ad ignorarlo e continua a massacrare l’altro

 

Amichetto 1 (ormai urlando a squarciagola):
Oh, mi ascolti, ti ho detto se ce le hai le pistole?

 



Pequeño:
No, vere no….

 

 

Vere, no?!!!



Meno male mi vien da dire, se no cosa facevano,
si sparavano tanto per non annoiarsi?

 

gg

 

 

 

 

postato da: gattusa alle ore 13:18 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 03 novembre 2009

Dio santo, Dio santo, Dio santo, uffa.
UFFA!


Punto.

 

A capo.

 

lettera minuscola per protesta.

 

Ecccheccavolo.

 

E’ proprio una gran rottura.

 
E su.

 

E giù.

 

E basta......
Adesso basta.

 

4 anni di su e giù farebbero venire il vomito a chiunque, per Diana! (mi è sempre piaciuto da morire per Diana… ma non mi devo distrarre da questo sfogo iper-arrabbiato anzi, inkazzato, con la cappa.)
 

Con il pequeño per stare bene devi litigarci, per lui è così…  allora dopo che ci hai litigato è mite e sottomesso, bambino buono, almeno per qualche minuto.

Però prima devi passare dall’inkazzatura, meglio se pesante. Allora lui ti frega, e diventa iperbuono, e tu resti, tuo malgrado, un pochino inkazzato, così,  appena appena, sotto sotto.
Allora lui capisce che non sei ancora a livello, e quindi....
 

TATAM!
 

E via… altra provocazione fino a che anche tu, TAPAPAPAM ! 
 

Ti inkazzi un po’ di più,  e sono passati solo 5 minuti dall’ultima volta che ti sei inkazzata e che ti sei inkazzata al punto che un bello sganassone l’avresti messo a segno, ma tu no, tu le mani addosso al pequeño non le metti, ci provi insomma… anche se la tentazione della sculacciata è sempre più forte (o sono già due post che parlo di botte, la storia si fa spessa, eh?!)
 

E qui apro una parentesi, perché nonostante io qualche bel ceffone ben assestato l’abbia preso in gioventù,  prima dell’arrivo del pequeño non avrei mai e dico mai pensato di mettere le mani addosso a chicchessia, tanto meno a mio figlio.
 

E invece….
 

Ora intendiamoci, non è che io lo massacri di botte, ma riesce veramente a mettermi a disagio con mio lato ghandiano non violento,  che credevo estremamente radicato e forte…

 

Macchè, stà creatura tira fuori tutto ai massimi livelli, il meglio e il peggio, anche un peggio che per quasi 40 anni non sapevi neanche di avere.

 

E va beh, poi ci impari a convivere e anche a controllarlo, ma è dura , azz.. se è dura…

 

Insomma eravamo alla seconda inkazzatura, ah, ovviamente  la seconda in dieci - dico dieci  - minuti, non di più.

 

 

Ma va, dai,  dieci minuti…

 

No, giuro, a volte anche meno!

 

Oggi ad esempio ci siamo inkazzati e skazzati circa 20 volte andando dal dentista… e non perché avesse paura del dentista, (doveva solo aprire la bocca davanti all’ortodonzista o come diavolo si chiama per sentire se prima o poi avrebbe dovuto mettere l’apparecchio ai denti… al massimo  - gli avevo diffusamente spiegato - gli avrebbero preso un’impronta dei denti con una pasta rosa che sapeva un po’ di cicca andata a male… ) ma niente, un calvario, un viaggio da incubo.

E poi appena a casa di nuovo, e inkaazzati e skazzati e io che cerco di farmela passare in fretta  ma adesso non ce la faccio PIU!!! 

Adesso non riesco più a fare la mamma extremely  politically correct, comprensiva e tatina e quindi…
 
mi sono chiusa nella mia stanza a scrivere questo post per sputare fuori sta carogna che mi sta rosicchiando……
 
CCCRRRR ..... PFIU’! Bleah! Tiè!

 
Ecco fatto.

 

gg

postato da: gattusa alle ore 21:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:inkazzatura
venerdì, 30 ottobre 2009

Stamattina non faccio che pensare, a un sacco di cose.
 

Alle sedia che il pequeño ci ha tirato dietro l’altro giorno, e al perché.

 
A mio tentativo di dargli un ceffone finito con un calcio nello stomaco per me e due graffi profondi su un braccio per lui.
 

Penso a quanta tenerezza mi fa il suo primo innamoramento; con la fidanzatina, che questa volta lo sa e non fanno che scriversi “Ti amo”, parole grosse mi vien da dire.

Ma ostentano un tale sicumera che penso: beati.

 

Penso alle botte che si prendono e che si danno da chi e a chi ti dovrebbe voler bene; da chi dovrebbe essere il garante della tua sicurezza (e invece  ti massacra), da chi poi ti dice che non voleva farti male ma te ne ha fatto e, cazzo, se te ne fatto (scusate il turpiloquio)… a volte si muore pure.

 

Penso al corpo, prezioso contenitore della vita, così maltrattato, come se fosse una cosa che non si rompe mai e invece si rompe e a volte non si aggiusta, come la sedia di cui sopra.

 

Agli forzi che si fanno per farcela stare dentro la vita (lo scrittore in Erba ha appena passato il suo terzo infarto, un bel record  a pensarci bene),  per chiuderla dentro bene la vita e non farla uscire, come in una scatola di latta dei biscotti (chiudila bene se no diventano molli …sì,  mà…)

 

 … ma a volte - con una tale leggerezza - esce.
E io resto stupita a chiedermi perché capita che si vale così poco.

 

gg

postato da: gattusa alle ore 10:56 | Permalink | commenti (6)
categoria:dialoghi del super-io
giovedì, 22 ottobre 2009

Mi faccio un po’ pena.

Già.

E mi compatisco anche un po’, compatisco me stessa, il pequeño e pure papù.
A volte compatisco anche gli amici, che nonostante tutto, continuano a starci intorno e a passare del tempo con noi, sempre meno. Ma li capisco.

Compatisco proprio nel senso etimologico del termine (la solita mania dell’etimo, che ci volete fare, quella mania della ricerca delle origini…) nel senso del cum patire ossia soffrire con.

Sono solidale anche con me stessa, eh già. Occorre essersi fedeli. Se non stiamo almeno noi dalla nostra parte….

 

Siamo tutti reduci da un week end complicato. Invitati in montagna da amici, siamo stati sull’altalena degli umori del pequeño per tutto il tempo, altalena dalla quale gli eventi ad un certo punto - con un grosso scossone - ci hanno sbattuto giù e quindi siamo tornati a casa (con svariate ore di anticipo sul programma iniziale).

Nulla di tragico, è vero.

Ma l’umore ne risente.

 

gg

 

Ps: le note si moltiplicano come conigli…  
 

postato da: gattusa alle ore 22:27 | Permalink | commenti (4)
categoria:inkazzatura
giovedì, 15 ottobre 2009

OK, una nota alla settimana, ci eravamo detti io e papù, soprattutto per i primi tempi,  ce la dobbiamo aspettare.
Anche perché alle medie dare note di tutti i tipi è il passatempo preferito dai professori, pare.
 

Se no non mi spiego il senso di informare i genitori - in una riunione al primo giorno di scuola - del fatto che i libri sono molti e molto pesanti e quindi i ragazzi possono mettersi d’accordo e portarne uno ciascuno (testuali parole della vicepreside-  ve la ricordate-  quella tutta marrone con gli occhi da panda (oh, li ha ancora?!) del re-open day?!) ...insomma ci dite che i ragazzi si possono mettere daccordo e portare un libro a testa .... salvo poi dare una nota a quello dei due che il libro non l’ha portato. Scherzetto!!
Io personalmente non l’ho trovato divertente, papù neanche.
I commenti del peque
ño alla faccenda, ve li risparmio.

 

Ora, dicevamo, ok, la nota per le dimenticanze di libri, quaderni e materiale vario (quelle fioccano, oh se fioccano!)
 

ok per le note se fai casino durante la lezione o cerchi di allagare la scuola (eh sì, è successo anche questo… sob!)
 

ok a tutto, ma ormai siamo ad una nota al giorno (!!!) e stanno pericolosamente finendo le pagine del libretto! Ve ne siete accorti?
 

Oh Prof, dove le scriverete mai poi tutte ste’ note?

 

gg

 

 

postato da: gattusa alle ore 19:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:inkazzatura
mercoledì, 14 ottobre 2009

Mi guardo allo specchio la sera e ho paura.
 
Mi vedo larga, enormemente larga. Le braccia tonde, tornite, abbondanti (!) anche le spalle mi sembrano larghe, io che ho sempre pensato di avere la forma a pera Williams…
Il tronco poi è quello di un baobab secolare, massiccio e ben piantato a terra.. sono senza forma, il giro vita, questo sconosciuto.
La mia fortuna è che lo specchio del bagno nel quale mi sto guardando arriva a livello del lavello (bella questa cacofonia), più giù non vedo, grazie a Dio.
 
E guardate che mi sembra di essere nella centomillesima puntata di Beautiful o Dinasty perché ahimè ci vedo sempre meno e quindi vedo tutto flou, sfocatino sfocatino come se ci fosse quel bel filtro che mettono nelle soap opera che non fa vedere le rughe e le imperfezioni della pelle
 
…ma che io non sia in una soap opera me lo ricorda tutte mattine il mio pequeño che mi sbatte in una puntata di Wonder woman e papù è l’uomo bionico, sì, quello da 6 milioni di bei dollaroni, proprio lui Steve Austin! Noto anche una certa somiglianza fisica tra i due ormai…
 
Comunque non mi preoccupo per il fatto di esser larga, non è di questo che ho paura, proprio no.
Guardo il mio corpo con curiosità e vorrei avere la vista a raggi x, quella da Wonder woman davvero o quella degli occhiali del monello, ma forse non servirebbero, perché io proprio vorrei guardarci dentro in questa massa di ossa, muscoli e ciccia, per vedere se è tutto a posto.
 
Mi sa che dipende dal fatto che ultimamente sono circondata da persone che hanno, hanno avuto o stanno combattendo il cancro e ho paura.
Normale certo, ma perché la vita fa succedere queste cose sempre tutte insieme?
 
gg

 

postato da: gattusa alle ore 12:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:please allow me to introduce mys
mercoledì, 14 ottobre 2009

A volte papù fa addormentare il pequeño, sì, a volte capita.

Tipo quando io non lo posso fare perché il mio corpo ha un assoluto bisogno di essere lavato o di tentare di riposare un po’ prima.
E allora ecco il super papù che mi dà il cambio e si sdraia lì, nel lettino, schiacciando la creatura contro il muro (!)
 
L’altra sera è successo e vi voglio riferire la loro conversazione:
 
Pequeño, con aria da saputello:
Pà, senti questa: Ave Cesare, morituri te salutant…
 
Papù, con aria sorniona:
A’ sorrata…..
 
Io, nella stanza lì accanto, mi sono sbellicata nel letto dalle risate.
 
gg
 
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categoria:fairy tale
venerdì, 09 ottobre 2009

 

Non è vero. Anche se per altri aspetti sì, è vero.
 

Siamo con gli amici d’oltralpe, il pequeño torna in modalità “mi è partito il neurone”, io e papù l’abbiamo definita così. E’ evidente che sta male, qualcosa gli fa scattare dei meccanismi perversi che lo fanno soffrire come un cane. Non capiamo cosa, ma è il solito salto indietro di 4 anni, ricominciano i calci in faccia e papù rischia di nuovo gli occhiali. 

Sono stati tre giorni di delirio, bello perché abbiamo rivisto volti che ci hanno portato indietro nel tempo a momenti felici, molto felici.

Brutto perché il nostro pequeño era in piena regressione provocatoria, con provocazione 24 ore su 24, la più faticosa, quella proprio che ti impedisce di essere felice, di approfittare dei momenti e delle persone, a te e agli altri.

 

Son bei momenti quelli in cui ritroviamo amici persi di vista da tempo, ma non calcoliamo che per lui son momenti difficili.

Occorre tenerne conto.

 

gg

postato da: gattusa alle ore 19:00 | Permalink | commenti
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martedì, 06 ottobre 2009

Butto giù pochi appunti, sempre di corsa.

Non so bene neanche io cosa scrivo.

So solo che mi devo ricordare molte cose… quali, non ricordo.

 

Il matrimonio di Séve non me lo dimentico, quello no, di sicuro. E’ stampato in testa, non serve scrivere o appuntare alcunché.
 

Amici e mani e facce e bimbi e cibo e lei bella come un’attrice del cinema e ancora risate e mal di piedi (le scarpe stanapicchi le devo buttare) e le bimbe che corrono e il pequeño che sembra un ometto con la cravatta, bello come una girasole appena aperto e io che mi sento stanca e felice come non mai.
 

Chissà per lei come è stato.

Chissà se lei lo voleva così quel giorno.

 

gg

 

 

postato da: gattusa alle ore 19:22 | Permalink | commenti (6)
categoria:fairy tale
domenica, 04 ottobre 2009
Mi hai insegnato che la bellezza e la passione per la giustizia vivono insieme e si nutrono dello stesso nettare dolcissimo, la musica.
www.youtube.com/watch

gg
postato da: gattusa alle ore 21:27 | Permalink | commenti
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